di Emiliana Bizzarini
Lo studio che proponiamo nasce all’interno del laboratorio SPINAL dall’idea di studiare, dal punto di vista clinico, possibili modificazioni indotte, da stimolazioni periferiche afferenti, a livello del midollo spinale e della corteccia cerebrale nella persona con lesione midollare . L’entusiasmo di condurre una ricerca innovativa in questo campo ci ha permesso di coinvolgere anche alcuni specialisti del Dipartimento di Radiologia e del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche oltre ad una tesista del Corso di Laurea in Fisioterapia.
Nella persone con lesione midollare la rappresentazione corticale degli arti non affetti dalla paralisi è modificata, pur in assenza di alterazioni topografiche dell’area motoria M1, probabilmente come conseguenza della modificazioni delle stimolazioni periferiche afferenti. (figure 1 e 2)
Le importanti modificazioni che intervengono a livello delle aree motorie primarie e secondarie e nelle regioni sottocorticali indicano che anche un danno neuronale lontano dalla corteccia cerebrale ha un impatto sull’intero sistema motorio e sensorio.
Alcune recenti ricerche dimostrano che le persone con lesione midollare vanno incontro ad una serie di modificazioni corticali (plasticità corticale) causa l’alterazione degli stimolazioni afferenti sensoriali e delle stimolazioni efferenti motorie.
Nonostante ciò l’integrità delle reti neuronali (figura 3) , per quanto riguarda il movimento tentato e immaginato dalla persona con lesione al midollo spinale, dimostra che anche la persona con lesione midollare cronica può ancora disporre di programmi motori completi anche a livello degli arti inferiori.
Quindi il movimento tentato o immaginato deve essere entrare a far parte delle strategie riabilitative dopo una lesione del midollo spinale. Tra le metodiche innovative del programma riabilitativo di una persona con lesione del midollo spinale vi è la stimolazione elettrica funzionale (SEF) ed il training deambulatorio in sospensione di carico.
La SEF è una metodica riabilitativa che può sostituire la funzione muscolare ridotta o assente durante il passo.
Anche la sospensione del carico è una metodica riabilitativa innovativa, efficace per il recupero della deambulazione nella persona con lesione midollare incompleta, e che può essere proposta in associazione alla SEF nella persona con lesione midollare completa, come preparazione alla successiva deambulazione su terreno.
Nell’ambito del nostro studio stiamo proponendo a persone con lesione midollare dorsale completa un allenamento con SEF dapprima al cicloergometro poi in sospensione di carico al tapis roulant e successivamente su terreno. (figura 4)
I risultati vengono confrontati con quelli ottenuti in persone con lesione midollare, sempre medio-toracica, che effettuano un “comune” programma di elettrostimolazione per circa tre mesi.
Stiamo analizzando ogni fase del protocollo con valutazioni fisiologiche (capacità aerobica, dispendio energetico), valutazioni di forza sotto elettrostimolazione muscolare con dinamometro e tramite l’impiego della Risonanza magnetica funzionale per individuare i possibili cambiamenti a livello della corteccia cerebrale. (figura 5)
In particolare abbiamo analizzato le variazioni di attivazione cerebrale in seguito a compiti specifici come: l’immaginare il cammino, l’osservazione del cammino, la mobilizzazione passiva degli arti inferiori.
I risultati iniziali ci hanno entusiasmato e per questo abbiamo deciso di proseguire nel nostro studio in particolare aumentando il numero di persone con lesione midollare coinvolte.
La Risonanza Magnetica Funzionale ci ha permesso di rilevare un aumento dell’attivazione a livello delle aree visive ed anche pre-motorie, mentre la persona con lesione al midollo spinale osserva o immagina movimenti degli arti inferiori.
I risultati preliminare riflettono effetti positivi sia fisiologici che metabolici (incremento della performance aerobica, incremento della forza espressa sotto elettrostimolazione muscolare valutata con dinamometro) e, soprattutto, interessanti modificazioni a livello corticale (incremento di attivazione) indotte dalla sospensione di carico e dalla SEF nelle persone con lesione midollare.
Riteniamo che nonostante la nostra ricerca non abbia ancora significative ripercussioni funzionali, sia fondamentale nel contribuire a modificare l’approccio riabilitativo alla persona con lesione del midollo spinale. Una riabilitazione quindi che non deve più essere passiva, di attesa, ma fertile periodo propositivo, capace di fornire il maggior numero di stimolazioni afferenti al Sistema Nervoso Centrale e quindi in grado di avere un effetto positivo sulla sua plasticità.
pubblicato sul n.27 El Cochecito giugno 2009